Progetto Bullis...NO

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Progetto  di educazione alla legalità “LE BUONE PRATICHE della CONVIVENZA CIVILE”

NO BULLIS—MO

23 maggio 2017: si conclude il percorso di educazione alla legalità della 3C sul tema BULLISMO, una tematica scottante e quanto mai attuale a pochi giorni dal l'approvazione della legge n. 71 recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno cyberbullismo”.

Si è trattato sostanzialmente di un percorso di prevenzione sociale basato sul modello dell’employed, nella direzione che va dall’educazione normativa passando per la contrattuale, pervenendo al concetto di cultura partecipativa.

L’esperienza è stata vissuta in una gruppo-laboratorio che riflettendo sulle dinamiche relazionali in classe è riuscito ad individuare come il conflitto possa diventare un momento di crescita e scambio in grado di far acquisire atteggiamenti sociali positivi, comportamenti legali, funzionali all’organizzazione democratica e civile della società. Paradossalmente il passaggio dal conflitto alla pace può favorire nel concreto atteggiamenti volti al rispetto reciproco, all’autonomia di giudizio, finalmente senza violenze o prevaricazioni, insomma, senza bullismi di sorta.

Questo approccio ha consentito una serena e meditata riflessione sugli episodi di cronaca, sulle motivazioni, sui ruoli e sulle manifestazioni di pressione, aggressione, molestia, denigrazione che sempre più si diffondono anche online . Via via si è delineato uno spaccato in cui il bullismo è una vera e propria forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, sia di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di minori considerati più deboli.

A questo punto i ragazzi hanno  riflettuto che è preferibile:

  • far emergere i comportamenti negativi di natura aggressiva e di isolamento;
  • potenziare i comportamenti positivi che facilitino la comunicazione e l’aggregazione;
  • lavorare sulla percezione di sé e del gruppo;
  • promuovere la riflessione relativa al proprio progetto di vita;
  • migliorare la coesione, l’inclusione e le dinamiche di socializzazione

e mettere sotto accusa l'idea di Bullismo, in una sorta di “processo”, preceduto da un momento di vera e propria “integrazione culturale”, su elementi di diritto sostanziale e processuale penale, guidati da due magistrati, le dott.sse Barbara del Pizzo, GIP presso la Procura Napoli nord e Maria Teresa Orlando, P.M. della Procura del capoluogo campano.

Successivamente, con il sostegno del dottor Gianluca Guida, Direttore dell'IPM di Nisida e del Procuratore aggiunto di Salerno, dottor Luigi Cannavale gli studenti hanno riflettuto sul contesto del nuovo provvedimento legislativo, sulle azioni di contrasto, di prevenzione di sanzione, simulando un percorso di accompagnamento psicologico del bullo, itinerario volto essenzialmente alla conoscenza del tema, alla sensibilizzazione, grazie al coinvolgimento attivo del gruppo di pari, della scuola, della famiglia. Un tentativo di "farlo innamorare”, cioè di costruirgli una alternativa nella ricerca della sua identità, lavorando sulle debolezze e contemporaneamente sugli slanci.

Il confronto è stato davvero proficuo ed ha indotto gli studenti a riflettere che non si nasce bulli, e che l’obiettivo sociale più significativo è di certo il recupero, la possibilità di offrire un’altra chance.

La sfida più impegnativa sarà ovviamente fare di ognuno dei nostri studenti un promotore di cambiamento e di costruzione di una rinnovata coscienza civile.

Antonella Ciancio

 


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